Biodiversità – Permacultura

La biodiversità di un ecosistema, garantendo la vita a milioni di specie, favorisce la umificazione del terreno, influendo sulla fertilità del suolo e delle piante coltivate.

Mantiene l’equilibrio tra insetti utili e dannosi riducendo così la virulenza degli attacchi parassitari, comporta quindi minor impiego di risorse (soprattutto non rinnovabili) nella lotta ai nemici della pianta.

Svolge un ruolo fondamentale nel procurare zone di rifugio e protezione soprattutto nella fase riproduttiva delle specie.

Significa mantenere in vita individui in via di estinzione, che possono costituire una importantissima risorsa di rinnovo varietale.

La biodiversità è uno dei cardini della Permacultura.

Il termine Permacultura deriva dall’inglese permanent agriculture ovvero agricoltura permanente.

Ma è anche la contrazione di permanent culture intendendo che la cultura di un popolo non può sopravvivere senza una cultura dell’uso della terra.

Prevede infatti la progettazione di ecosistemi permanenti a basso impatto ambientale e sostenibili nel lungo periodo, che offrano il massimo di rendimento anche per l’abitabilità umana, con il minimo dispendio energetico.

Il risparmio energetico è uno dei valori della permacultura, risparmio che non prende in considerazione solo le energie rinnovabili ma anche la forza lavoro umana e animale (considerata anch’essa e –  a ragione – energia).

La fertilità del suolo è l’obiettivo primario: se mantenuta, protetta e garantita, questa assicurerà all’abitante altro cibo, sostentamento, cura.

I NOSTRI ALLEATI:

LA FAUNA DEL SUOLO, LE ERBE SPONTANEE, GLI INSETTI…

Nell’estate 2010 la nostra azienda è stata oggetto di una importante ricerca sulla fauna del suolo da parte dell’istituto agrario di San Michele all’Adige, in un confronto tra aziende in conduzione biologica con aziende convenzionali.

RISULTATI:

Terreno molto ben strutturato senza problemi di areazione. La sostanza organica immessa viene subito trasformata. Suolo molto ben gestito. Suolo particolarmente fertile e ospitale. Il terreno è vitale e l’attività degli organismi terricoli è particolarmente vivace.

I risultati dell’indagine svolta dal CENTRO TRASFERIMENTO  TECNOLOGICO UNITA’ SPERIMENTAZIONE AGRARIA E AGRICOLTURA SOSTENIBILE si possono approfondire sul pdf (visualizza pdf).

Come abbiamo operato nell’ambiente monocolturale

L’osservazione del territorio è stata lo strumento per progettare nel tempo e realizzare un nuovo sistema di agricoltura: comprendere le complesse relazioni ed interazioni in natura, per poter a nostra volta interagire e assecondare  pacificamente le forze vitali perché sostenessero il processo  produttivo, dal momento che è soprattutto la rete di relazioni utili che rende stabile un sistema.

  • Abbiamo favorito le aree di rifugio, cioè gli spazi naturali inseriti tra i campi coltivati, mantenendo, e, quando necessario, mettendo a dimora  le siepi per dividere le aree, utilizzando piante che siano in grado di svolgere più funzioni: spalliere, riparo dal vento e dal sole o dalla vista, diversificazione delle specie, nutrimento per l’uomo e gli animali, luogo di riproduzione e riparo per gli animali, difesa del  suolo, attraverso la riduzione dell’erosione eolica e idrica.

La siepe produce l’effetto “margine” o ecotono, spazio tra due ecosistemi limitrofi, offrendo rifugio a specie vegetali ed animali di entrambi.

  • La diversità di colture fornisce un’assicurazione in caso di avversità e quindi di mancato raccolto. Abbiamo quindi piantato tra i filari di vite specie fruttifere antiche, mantenendo le poche che erano sopravvissute all’avanzare del bosco: marasche, mirabolani, peschi selvatici, noci, fichi, corniolo …

Le “malerbe” sono da noi considerate i commensali delle piante da frutto, fonte di biodiversità, tenute sotto controllo, ma con la pacciamatura e con il taglio solo dopo la loro fioritura e a fasi alterne, in modo da garantire sempre nettare e polline agli insetti pronubi, semi per gli uccelli. Esse mantengono umida la terra, attraggono insetti utili e dannosi permettendo l’equilibrio fra le diverse specie. Inoltre, col loro ciclo vitale servono a formare parte dell’humus che è fonte naturale di nutrimento.

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